Marco Forti · Karate e Reiki a Cesena

Lingua giapponese - Lezione n. 3

Nella lingua giapponese la struttura degli aggettivi e dei pronomi dimostrativi è influenzata dalla distanza fisica degli oggetti cui si fa riferimento da colui che parla e da colui che ascolta. Si fa riferimento ad essi come al sistema «ko-so-a-do» dalla prima sillaba di tali parole. I termini col prefisso ko- si riferiscono a cose vicine a colui che parla, con so- a cose vicine a colui che ascolta con a- a cose distanti sia da chi parla che da chi ascolta. Con do- si costruiscono le domande.

1.   kono/sono/ano/dono + sostantivo
Non possono essere usati da soli, devono essere seguiti dal sostantivo cui fanno riferimento:
Kono hon – questo libro (vicino a me)
Sono hon – quel libro (vicino a te)
Ano hon – quel libro (lontano sia da me che da te)
Dono hon – quale libro?

2.   kore/sore/are/dore
Non possono essere seguiti dal sostantivo e rimpiazzano i precedenti quando l’oggetto di cui si parla è inequivocabile.
Esempio:
Kono hon o yomimashita – Ho letto questo libro
Kore o yomimashita – Ho letto questo.

3.   koko/soko/asoko/doko
Vengono utilizzati per i luoghi.
Esempio:
Shibuya eki wa doko desu ka – Dov’è la stazione di Shibuya?
Asoko desu! Ano biru no tonari desu! – È là. È dietro quell’edificio.

TABELLA «KO-SO-A-DO»

 

KO-

SO-

A-

DO-

cose

kono + sost.

sono + sost.

ano + sost.

dono + sost.

kore

sore

are

dore

luoghi

koko

soko

asoko

doko

direzioni

kochira

sochira

achira

dochira

 

Nota: il gruppo “kochira” può anche essere usato come forma più educata dei gruppi “kore” e “koko”. Esempio:
Asoko de omachi kudasai. Aspetti là per cortesia.
Achira de omachi kudasai. Aspetti là per cortesia (più formale ed educato).

DIALOGO

Claudio

Ohayō Gozaimasu

Buongiorno (lett.: buon mattino)

Kimiko

Ohayō Gozaimasu

Buongiorno (lett.: buon mattino)

Claudio

Sore wa nan desu ka

Cos’è quello? (con l’uso di sore Claudio si riferisce ad un oggetto vicino a Kimiko)

Kimiko

Kore desu ka.
Kore wa watashi no terebi desu.

Questo?
Questo è il mio televisore.
(con l’uso di kore Kimiko si riferisce ad un oggetto a lei vicino).

Claudio

Sore mo anata no desu ka

Anche quello è tuo?

Kimiko

Iie, kono konpyūtā wa tomodachi no desu

No, questo computer è di un amico

Claudio

Kore wa nihongo de nan desu ka

Questo come si chiama in giapponese?

Kimiko

(Nihongo de) sore wa “denwa” desu

(In giapponese) si chiama “telefono”

Claudio

Are wa nan desu ka.

E quello là cos’è? (con l’uso di are Claudio si riferisce ad un oggetto lontano da entrambi).

Kimiko

Are wa hon desu, kore wa shinbun desu.

Quello là è un libro, questo è un quotidiano.

Scrittura hiraganaScrittura hiragana

Continuiamo ora con qualche esercizio di scrittura hiragana.
In questa lezione impareremo come tracciare i caratteri:

さ (sa) · し (shi) · す (su) · せ (se) · そ (so)

come al solito aiutandoci con la tabella sottoriportata per seguire correttamente l’ordine e la direzione dei tratti.

 

Kanji

Introduciamo ora un nuovo kanji: yama che nei composti si legge san o, in certi casi, per ragioni eufoniche, zan. Questo kanji significa montagna. Ricordo ancora che i kanji hanno due modi di lettura, o pronunce, la pronuncia on e la pronuncia kun. La lettura “kun” è usata prevalentemente quando il kanji è isolato sia come parola a se stante sia quale aggettivo o radice verbale. La lettura “on” è basata sulla pronuncia originale cinese del kanji ed è usata tipicamente quando il kanji è parte di una parola composta, vale a dire scritto con almeno un altro kanji per formare una parola. Un kanji può avere più di una lettura on e/o più di una lettura kun. Riportiamo quindi la/le lettura/e kun in minuscolo e la/le lettura/e on in maiuscolo.

Il kanji yama / SAN
yama / SAN

Così, ad esempio, avremo:

termini che includono il kanji yama/SAN

… ed anche per questa lezione è tutto!

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